Smeraldo
Una storia d’amore, a Modena. Regalo di Natale la terza e la quarta puntata del romanzo di Valeria Parrella.
“La misura del racconto è un piccolo miracolo, un luogo della letteratura dove ‘piccolo’ non diminuisce la quantità del miracolo ma la rende esatta.” Dice Valeria Parrella.
E qui arriviamo a Modena, città dove l’acqua scompare ma i nomi restano: Canalgrande, Canalchiaro, Canalino. Un’onomastica idraulica completamente asciutta, come una barzelletta che nessuno ti spiega. Valeria Parrella ci è arrivata da Napoli, che è tutto fuorché asciutta, e ha avuto la rivelazione davanti a un caffè: a Modena il caffè si sorseggia, non si beve. E i pedoni attraversano quando vogliono, come se fossero immuni al concetto di morte.
Il suo feuilleton per Il Dondolo nasce proprio così: una scrittrice napoletana che arriva a Modena e vede una vecchietta attraversare la strada con la compiutezza epifanica dei personaggi letterari. Le storie – dice lei – si presentano quando possono, non quando vuoi tu. A Modena, poi, sono dappertutto: tra i bar, le strade, i corridoi delle chiese. È una città che sembra fatta per essere guardata da chi ha il talento di guardare.